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MEDITA E IL FUTURO TI SORRIDERÀ

di  Elisabetta Colangelo

Parola del neuroscienziato Joe Dispenza: gli impulsi che generiamo nel nostro cervello possono davvero modificare (in meglio) la realtà e aiutarci a realizzare i nostri sogni e desideri.
LE SUE TEORIE, che potete leggere compiutamente nei libri Cambia l'abitudine di essere te stesso e la fisica quantistica nella vita quotidiana, sono estremamente affascinanti.
In sostanza Joe Dispenza, esperto di neuroscienze e chiropratico americano di origine italiana, afferma che è il nostro pensiero a creare la realtà che viviamo.
E questo basterebbe a spiegare come quello che immaginiamo in termini di possibilità, capacità e convinzioni, diventi poi davvero il nostro destino. Difficile da credere? Forse. Se però lo accettiamo, anche solo per un attimo, si apre uno scenario ancora più affascinante: se siamo noi stessi a creare la realtà, allora esiste un modo per realizzare quella che più ci piacerebbe vivere?
Tenetevi stretti, pare proprio di sì!



LA MENTE È CREATIVA

Lo scorso 6 aprile, Joe Dispenza ha tenuto un workshop a Bologna proprio per rispondere a questa domanda. C’erano 200 persone, tra cui medici, psicologi ingegneri e una giornalista: io. Ciò che segue è una sintesi di quello che ci è stato illustrato, una sorta di tecnica di "creazione della realtà" che mette insieme scienza e filosofia, Occidente e Oriente: spiegata su basi scientifiche attraverso la fisica quantistica, la chimica, la biologia e le scienze neurologiche, ma con una sorprendente radice nella mistica.
Applicabile i tutti i campi della vita per migliorare la salute, il lavoro, le relazioni .
La base di partenza è la fìsica dei quanti. Secondo questo modello, l’ universo è in campo immateriale di informazioni interconnesse (Campo unificato d’Informazione), nel quale sono contenute infinite esperienze potenziali» spiega Dispenza.
Cos’'è dunque che trasforma il potenziale in materia? I nostri pensieri e le emozioni, che inviando un segnale elettromagnetico al campo stesso, fanno “collassare” l’esperienza corrispondente.
Ma affinché ciò avvenga, precisa Dispenza, Pensiero ed emozione devono essere allineati e coerenti.
Perché il campo quantistico non risponde né al pensiero intenzionale, né al desiderio emotivo. Ma solo a ciò che siamo, ovvero alla nostra "firma" elettromagnetica. Quindi, per costruire una realtà diversa, per far collassare l’esperienza che desideriamo, dobbiamo cambiare noi stessi. Passare dalla fase del pensare a quella dell'essere. Inviare una "firma" nuova. Ma come?

ESERCITARSI A CAMBIARE
La tecnica sviluppata da Dispenza prevede un esercizio di meditazione, che ha molto a che fare con le discipline orientali. Va fatto preferibilmente e con molta costanza, al mattino o alla sera. Sono proprio questi i momenti in cui riusciamo ad avvicinarci di più al nostro inconscio. La meditazione, come spiega l'esperto, rallenta la mente analitica, modificando l'attività elettrochimica del cervello per portarlo in modo estremamente naturale in una fase coerente e creativa.
Lo schema per intenderci, è più o meno riassumibile così:
Primo step: prendere consapevolezza di quello che non vogliamo più essere. Focalizzare le nostre emozioni, come ci sentiamo e che cosa facciamo quando siamo in quello stato.
Secondo step: decidere il cambiamento dispenza sostiene che questa decisione deve essere così forte da superare ogni precedente convinzione.
Terzo step: immaginare quello che vogliamo essere. Cosa faremmo, come ci sentiremmo in quella meravigliosa  nuova vita? In pratica, significa provare a sentire le emozioni collegate, per esempio la felicità e la gratitudine , come se facessero già parte di noi. Lavorando sui primi tre punti, il cervello trasmetterà un segnale al corpo, che riorganizzerà il suo assetto chimico e biologico, partendo dalla costruzione di un nuovo sé.
Quarto step: entrare in uno stato di Meditazione profonda; eliminare i sensi, il sé  e il corpo, per giungere allo  stato di coscienza pura, ossia lo stato di creazione.
Affidarsi all'intelligenza quantica. Perché, aggiunge Dispenza “è  quando ci arrendiamo che arriviamo al punto delle possibilità infinite. Allora, la nostra firma elettromagnetica diventa uguale a quella del futuro che desideriamo. Diventando consapevolezza pura, creiamo l'ignoto”.