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galvaniCommento di Stefano BURZIGalvani
"Ho cominciato ad usare Pancafit solo dopo aver provato per anni tutte le altre terapie, stretching ed esercizi vari per ritrovare un giusto equilibrio nella mia attività professionale.
Tutte le altre metodologie portavano ad un beneficio immediato, ma non duraturo. Solo dopo aver approfondito la metodologia Pancafit ho capito il perché di tutto questo. Il mio corpo trovava altri compensi, altre soluzioni, ma il problema originario rimaneva.
Ricordo che in quel periodo quando camminavo ero praticamente “sospeso”  in aria, non riuscendo ad appoggiare i talloni a terra; segno, come mi ha detto Paolo in seguito, di una fortissima retrazione della catena statica posteriore.
Quando ho iniziato questo lavoro, ho sentito subito che qualcosa stava cambiando, ma è stato negli ultimi anni che  solo grazie ad un lavoro continuo ho trovato benefici per la schiena e ridotto di molto i miei infortuni muscolari. Credo che un atleta debba essere costante nell'uso di Pancafit perché altrimenti il corpo trova il modo di nascondere il problema, ma ne farà saltar fuori altri in seguito.
L'uso di Pancafit mi serviva anche per rilassarmi a fine giornata o dopo i match,  usando la respirazione col diaframma e durante i tornei usavo quel tempo anche per fare visualizzazioni. In questo modo trovavo benefici sia fisici che mentali.
Ma il massimo l'ho raggiunto abbinando lo SCIO. Dopo un inizio che mi vedeva un pochino scettico ma aperto a nuove soluzioni, ho riscontrato dei miglioramenti veramente incredibili, in particolare quando Paolo  mi seguiva durante le partite. La sensazione era di essere forte, ma allo stesso molto fluido nei movimenti, sicuro di me e capace di concentrarmi sull’obbiettivo anche immediato, isolandomi da tutto il resto, come nelle prestazioni migliori della mia carriera.
Quando qualche collega tennista mi parla di problemi emozionali durante le partite, emozioni che spesso portano ad essere rigidi e quindi anche ad infortunarsi più facilmente, consiglio sempre l'associazione di queste due tecniche perché ho provato con mano quanto possano essere utili.
Veramente un peccato non averle scoperte qualche anno prima!"
Stefano Galvani

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